Riflessioni Personali Sulla Cucina BBQ

Tante volte mi capita di riflettere su ciò che sto facendo, credo sia una cosa positiva, e che possa capitare a tutti; quello che mi lascia un poco perplesso è invece che le mie riflessioni partono sempre da alcuni punti negativi di quello che metto in pratica.
Questa estate, per esempio, cucinando col BBQ almeno 3 volte la settimana, sudando sopra la griglia, mi è capitato spesso di pensare a cosa avrei fatto se non mi fossi avvicinato a questo metodo di cottura.
La testa ha iniziato un viaggio, più di sogno che di realtà, sulle opportunità che potevo aver sfruttato se non avessi intrapreso la strada che invece ho fatto.
Così mi sono venute alla mente scene di cucine surriscaldate dai fuochi e dalle griglie, dove la frenesia del servizio era palpabile nell’aria, cuochi che si sbrigavano a finire una cottura in padella, mentre contemporaneamente controllavano un forno, oppure impiattavano un’altra portata, camerieri che arrivavano al passe urlando comande, insomma una situazione di stress costante.
La vita in una cucina professionale è, spesso, molto simile a questa immagine, mentre invece il mio lavoro col BBQ è assai differente. Passo anche io momenti di frenesia, o di agitazione, per esempio quando non riesci a tenere la temperatura desiderata, allora ti accanisci sul BBQ cercando soluzioni, più aria, meno aria, metto l’anello così c’è più ventilazione, più acqua, la metto calda la metto fredda, a volte vola anche qualche imprecazione, poi trovi la soluzione e torni tranquillo, e vai avanti col lavoro di preparazione.
In una cucina professionale molto del lavoro è svolto prima del servizio, si da arrivare al momento della frenesia con tutto pronto, nel mio, invece, alcune cose, soprattutto se utilizzi più BBQ, le puoi preparare mentre una cottura sta andando. Chiaro si parla di cotture lunghe ed a basse temperature, altrimenti non devi muoverti dalla griglia, pena il rovinare tutto quello che stai preparando.
In un certo senso cucinare al BBQ è molto più rilassante che cucinare in una cucina professionale, anche mentre prepari pasti per molte persone. Puoi contare su tempi morti più lunghi, approfittare di questi per iniziare una nuova preparazione. Se riesci a prevedere bene il lavoro, ed ad organizzarlo trovi anche il tempo di improvvisare qualcosa mentre prepari il menù concordato.
Si, più rifletto più sono soddisfatto della scelta. Sicuramente è una cucina che da molte soddisfazioni, prima fra tutte, quando vedi le facce scettiche di chi ti osserva che cambiano quando assaggiano il risultato dei tuoi sforzi. Sicuramente è una cucina “grezza”, “rude”, “primordiale”, che però stimola il cimentarsi continuamente con nuove cotture, con porzioni sempre più grandi di alimento sulla griglia, che da spazio molto all’improvvisazione, anche e sopratutto nella scelta degli “attrezzi” da usare. Un bastone può, facilmente, diventare uno spiedo, un mattone una pressa, oppure un piano di appoggio per cuocere la pizza. Cose impensabili in una cucina professionale.
La temperatura la puoi tenere sotto controllo con la circolazione dell’aria, oppure col carbone, oppure con l’acqua, fra le varie combinazioni di queste 3 opzioni sta l’esperienza del cuoco, che solo per un occhio scettico e poco esperto può risultare superficiale, limitata, ma che invece si porta appresso ore ed ore di sudore sopra la griglia, cottura dopo cottura, di alimento in alimento.

Si ho fatto la scelta che più mi soddisfa, e sono molto felice di averla fatta.

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Una risposta a Riflessioni Personali Sulla Cucina BBQ

  1. roberta scrive:

    bello il tuo articolo, mi sono emozionata nel leggerlo, sei riucsito ha trasmettere le tue vere senzazioni e far riflettere chi lo legge.
    <mi piace il tuo sito non ne ero a conascenza.
    A presto e buon bbq
    un abbraccio
    Roberta

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